L’ulcera molle o cancroide è un’infezione cutanea e/o delle mucose genitali causata da Haemophilus Ducreyi. Nel 1850 fu differenziata per la prima volta dalla sifilide. Nel 1889 Ducrey descrisse il microrganismo responsabile. La malattia è presente in Africa, ai Caraibi, e nel sudest dell’Asia, con un’incidenza mondiale annuale di circa 7 milioni di casi.

Il contagio avviene quasi esclusivamente per via sessuale. La possibilità di trasmettere l’infezione con un singolo contatto sessuale è dello 0,35%, donne infette non trattate possono essere contagiose fino a 45 giorni, i portatori sani asintomatici sono molto rari. L’ulcera molle ed altre infezioni genitali con presenza di ulcere rappresentano un’importante fattore di rischio per il contagio da HIV. Il rischio di trasmissione dell’HIV è del 29% nei pazienti che presentano il cancroide vs del 6% nei pazienti sani.

  1. Ducrey è un batterio Gram negativo, facoltativamente anaerobio. La penetrazione del batterio avviene anche attraverso un piccolo difetto di barriera nell’epidermide. Lo sviluppo dell’ulcera molle si associa comunemente a linfoadenomegalia locoregionale inguinale.

L’incubazione è variabile tra i 3-10 giorni, l’insorgenza delle manifestazioni cliniche avviene tra il quarto e il settimo giorno. Nell’uomo le lesioni si presentano clinicamente come papule circondate da eritema che rapidamente progrediscono in pustole e ulcere dolorose. Le ulcere hanno una base purulenta e bordi soffici. Nella metà dei pazienti possono essere presenti numerose ulcere che possono confluire e formare un’ulcera gigante. La maggior parte delle lesioni sono localizzate nella superficie interna o esterna del prepuzio, a livello del solco balano prepuziale e intorno al frenulo. Le lesioni sono spesso associate ad edema prepuziale.

A differenza delle infezioni da Chlamidia, l’ulcera molle risulta sintomatica in quasi tutti i pazienti. Co-infezioni con sifilide o Herpes simplex virus sono possibili.

Nelle donne la maggioranza delle lesioni si localizzano nella mucosa interna della vagina, esterna o della cervice e talvolta in sede perianale. Le lesioni sono comunemente meno dolorose che nell’uomo e più spesso multiple. Una linfoadenomegalia inguinale dolorosa può associarsi alle lesioni genitali.

I linfonodi inguinali ingrossati possono diventare coalescenti, formare un ascesso ripieno di pus definito “bubbone”. La cute sovrastante l’ascesso può divenire rossa e lucida, può rompersi e portare alla formazione di fistole. L’infezione può diffondersi ad altre aree cutanee, con conseguenti nuove lesioni. Il cancroide può esitare in fimosi, stenosi e fistole uretrali.

La diagnosi si avvale del quadro clinico e dell’esame colturale con ricerca dell’Haemofilus Ducrey.

Al fine di escludere altri agenti eziologici che possono provocare la formazione di ulcere genitali, è necessario eseguire test sierologici per escludere la sifilide e l’HIV, nonché esami colturali per escludere infezioni erpetiche. Tuttavia, l’interpretazione dei risultati dei test è complicata dal fatto che le ulcere genitali dovute ad altre condizioni possono essere co-infettate da H. Ducrey.

La terapia è antibiotica, le ulcere migliorano nel giro di pochi giorni e guariscono dopo circa 14 giorni.

I partner sessuali devono essere esaminati e trattati in caso di contatto sessuale con il paziente nei 10 giorni precedenti allo sviluppo dell’ulcera.

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