Caso clinico:

Una donna di 53 anni, in buone condizioni generali di salute, fu visitata a causa di un’ulcera localizzata alla superficie laterale della gamba destra.

All’anamnesi la paziente riferì che l’ulcera era presente da circa sei settimane e che era stata trattata senza successo con impacchi di permanganato di potassio, e gentamicina e sulfadiazina d’argento topiche.

L’esame obiettivo dermatologico mostrò la presenza di un’ulcera di forma rotondeggiante, di circa 4.5 cm di diametro, con letto sieroso-fibrinoso e bordi netti, regolari, rilevati e sottominati (Fig. 1).

La paziente riferiva intensissimo dolore.

L’esame obiettivo generale fu negativo; in particolare, non era presente linfoadenopatia inguinale omolaterale.

Gli esami di laboratorio mostrarono leucocitosi, e aumento della velocità di eritro-sedimentazione e della proteina C-reattiva. Gli esami batteriologici risultarono positivi per Serratia marcescens.

Gli esami micologici furono negativi. L’eco-color-doppler arterioso e venoso degli arti inferiori risultò negativo.

La paziente fu trattata con due impacchi al giorno di ipoclorito di sodio allo 0.05% e, sulla base dei risultati dell’antibiogramma, con ciprofloxacina (750 mg/die per due settimane), con rapida risposta alla terapia. La remissione completa si ottenne in circa quattro settimane (Figg. 2-4).

     

Il follow-up (dieci mesi) fu negativo.

Commento

Serratia marcescens è stata chiamata in passato Bacillus prodigiosus e Chromobacterium prodigiosum: questi nomi sono dovuti al fatto che alcuni ceppi sintetizzano un pigmento rosso, chiamato “prodigiosina”, molto simile al colore del sangue, e associato in passato a eventi miracolosi, come il miracolo di Bolsena. Serratia marcescens appartiene alla famiglia delle Enterobacteriaceae; è Gram-negativo, capsulato, mobile per la presenza di flagelli, anaerobio facoltativo, non sporigeno. Si trova nell’acqua, sul terreno, sui vegetali, in alcuni cibi, come la farina, e nell’immondizia.

Serratia marcescens causa infezioni nosocomiali, otiti, sinusiti, polmoniti, endocarditi, cistiti e sepsi. Meno frequenti sono le meningiti, le cherato-congiuntiviti e le artriti. Sono stati descritti anche alcuni casi di infezioni in seguito a morsi di iguana e serpenti. Sulla cute, la manifestazione clinica più frequente è la fasciite necrotizzante, che si osserva soprattutto in pazienti immunodepressi (a causa di diabete, insufficienza renale cronica, neoplasie, terapie con antitumorali e corticosteroidi), seguita da celluliti, erisipela, ascessi e granulomi. Le ulcere cutanee sono molto rare; come fattori predisponenti sono stati segnalati la cirrosi epatica alcolica, l’insufficienza venosa cronica, le pneumopatie croniche ostruttive, la sindrome post-trombotica e le terapie con corticosteroidi.

La scelta della terapia è basata sui risultati dell’antibiogramma.

Bibliografia

  1. VERALDI S, NAZZARO G: SKIN ULCERS BY SERRATIA MARCESCENS: THREE CASES AND A REVIEW OF THE LITERATURE. EUR J DERMATOL 2016; 26: 373-6.
  2. NAZZARO G, VERALDI S: SERRATIA MARCESCENS: AN ITALIAN STORY. INT J DERMATOL 2017; 56: 795-6.
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