La malattia arteriosa periferica (PAD) è la manifestazione clinica dell’aterosclerosi. I più comuni fattori di rischio sono rappresentati da fumo di sigaretta, diabete mellito, ipertensione, dislipidemia e iperomocisteinemia. Più del 25% dei pazienti con ulcere agli arti inferiori sono affetti da malattia arteriosa periferica. La riduzione della perfusione ematica determina necrosi tissutale e impedisce la riparazione tissutale che necessita di ossigeno, nutrienti e altri mediatori solubili coinvolti nel processo di riparazione tissutale. Nonostante la malattia arteriosa periferica difficilmente determini ulcere, l’insufficienza arteriosa gioca un ruolo fondamentale nel ritardo della riparazione tissutale e nelle possibili complicazioni tra cui la gangrena. Le ulcere arteriose degli arti inferiori possono insorgere a seguito di traumatismi in pazienti con sintomi lievi da insufficienza arteriosa. In molti pazienti, il grado di perfusione tissutale è sufficiente a mantenere l’integrità cutanea ma non è sufficiente a garantire una riparazione tissutale adeguata. In questi casi, le ulcere progrediscono inevitabilmente in ulcere croniche e gangrene se la riperfusione non viene ripristinata.

Ulcera arteriosa

Clinicamente, la maggior parte dei pazienti affetti da malattia arteriosa periferica non presentano sintomi; la claudicatio intermittens definita come dolore alle gambe a seguito di deambulazione e miglioramento con il riposo rappresenta un sintomo clinico iniziale molto comune. Con il progredire della malattia, i pazienti iniziano a riferire dolore a riposo. I sintomi tipici della claudicatio sono usualmente localizzati ai polpacci e alle cosce, il dolore a riposo si localizza tipicamente ai piedi. Nelle fasi avanzate di malattia arteriosa periferica, la riduzione del flusso ematico cutaneo può determinare ulcerazione ischemica e gangrena e può essere necessaria, nei casi più severi, l’amputazione.

All’esame obiettivo si osserva la riduzione o l’assenza dei polsi arteriosi, l’osservazione di ipotermia, pallore a carico degli arti inferiori, unghie ispessite. L’indice caviglia-braccio (ABI) è un test semplice non invasivo ampiamente utilizzato per la diagnosi e per la determinazione della severità della malattia arteriosa. L’ABI test è calcolato mediante il rapporto fra la pressione sistolica della caviglia se la pressione sistolica del braccio con il paziente in posizione supina. Una diminuzione della pressione sistolica alla caviglia significa una stenosi arteriosa localizzata tra l’aorta e la caviglia. Il range normale dell’ABI è considerata tra lo 0.91 e l’1.30, un valore inferiore a 0.9 è indicativo di PAD. A seconda della presentazione clinica e della sintomatologia del paziente, possono essere utilizzate tecniche di imaging non invasive come l’ecocolordoppler , la angio-TC, l’angio-RM.

Le ulcere arteriose sono solitamente concomitanti a dolore a riposo a carico del piede, hanno generalmente bordi ben demarcati e sono caratterizzati da assenza di sanguinamento. Queste ulcere si localizzano preferenzialmente a livello delle estremità distali, spesso al di sopra delle prominenze ossee (prima e quinta testa metatarsale) e a livello del dorso del piede. La cute circostante appare priva di peli, lucida e atrofica. Il dolore dell’ulcera è spesso significativo e si accentua con l’elevazione dell’arto.

Nella malattia di Buerger le ulcere sono tipicamente distali degli arti superiori e inferiori e bilaterali e il fumo rappresenta il principale fattore di rischio.

La terapia può avvalersi di rivascolarizzazione chirurgica tradizionale o mediante approccio endovascolare con angioplastica e/o stenting.

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