Caso clinico 

Una donna di 34 anni, di professione massaggiatrice, fu visitata a causa di una dermatite localizzata al palmo e alle pieghe interdigitali della mano destra.

All’anamnesi la paziente riferì di essere in ottime condizioni generali di salute e di non essere in terapia con alcun farmaco sistemico. Riferì inoltre che la dermatite era presente da circa due mesi, che erano state fatte diagnosi di dermatite allergica da contatto e di psoriasi, e che era stata trattata senza successo con idratanti e corticosteroidi topici.

All’esame obiettivo dermatologico si osservarono chiazze eritematose-desquamative, con alcune papule e pustole, di forma rotondeggiante e di piccole dimensioni  (Figg. 1, 2). La paziente riferiva lieve prurito.

 

L’esame obiettivo generale risultò negativo.

Gli esami di laboratorio risultarono nella norma o negativi. I tests epicutanei della serie SIDAPA furono negativi.

In base al quadro clinico (presenza di lesioni papulo-pustolose monolaterali, accompagnate da prurito lieve, resistenti ai corticosteroidi topici e negatività dei tests epicutanei), fu posta diagnosi clinica di sospetta tinea manuum. L’esame micologico colturale risultò positivo per Trichophyton rubrum.

La paziente fu trattata con bifonazolo in crema (una applicazione/die) e fluconazolo (100 mg/die) per tre settimane, con risoluzione completa del quadro clinico e negativizzazione degli esami micologici in quattro settimane.

Il follow-up (cinque mesi) fu negativo.

Commento

L’incidenza della tinea manuum nell’area metropolitana di Milano è circa del 2% di tutte le dermatofitosi. La tinea manuum colpisce prevalentemente i giovani adulti, mentre è molto rara nei bambini. La trasmissione può essere interumana, interspecie o da contatto con il terreno. Questa micosi è più frequente in pazienti che eseguono lavori manuali o che hanno un’attività lavorativa per cui utilizzano molto le mani. In passato, la tinea manuum colpiva quasi esclusivamente allevatori, contadini e veterinari. Attualmente, colpisce soprattutto massaggiatori/massaggiatrici e barbieri.

Le manifestazioni cliniche più frequenti sono rappresentate da lesioni eritemato-desquamative, talvolta con vescicole e pustole. Il quadro clinico può evolvere con ipercheratosi e ragadi. Un’associazione non rara è con la tinea pedis bilaterale, la cosiddetta «two feet-one hand syndrome», di solito causata dal grattamento dei piedi con le mani. Un’altra possibile associazione è con le onicomicosi delle mani.

Il micete più frequentemente isolato è Tricophyton rubrum, ma sono comuni anche Epidermophyton floccosum, Microsporum canis, Microsporum gypseum, Tricophyton verrucosum e Tricophyton violaceum.

La terapia è scelta in base alle condizioni generali del paziente, ai farmaci con cui è in terapia e all’estensione dell’infezione: in casi lievi-intermedi può essere sufficiente la terapia topica, per un periodo di almeno tre settimane. In casi cronici, resistenti ai trattamenti topici, con lesioni diffuse o in pazienti immunodepressi, è necessaria la terapia orale con fluconazolo, itraconazolo o terbinafina.

Bibliografia

  1. Veraldi S, Schianchi R, Benzecry V, Gorani A. Tinea manuum: A report of 18 cases observed in the metropolitan area of Milan and review of the literature. Mycoses 2019 (in press)
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