Caso clinico

Un uomo di 47 anni, di professione fantino, fu visitato a causa di una dermatite localizzata al gluteo sinistro.

Il paziente riferì di essere in buone condizioni generali di salute e di essere in terapia con nicotinamide orale (1 g/die) per cheratosi attiniche diffuse al cuoio capelluto e al volto. Riferì inoltre che la dermatite era presente da circa un mese e che non era stata trattata con alcun farmaco topico e/o sistemico.

All’esame obiettivo dermatologico si osservò una lesione eritematosa, rotondeggiante, di 6 cm di diametro, con piccole papule, vescicole e pustole ai bordi: questi ultimi erano irregolari e sfumati (Fig. 1). Il paziente riferiva lieve prurito.

L’esame obiettivo generale risultò negativo.

Gli esami di laboratorio risultarono nella norma o negativi.

Fu posta diagnosi clinica di sospetta tinea corporis.

L’esame micologico colturale risultò positivo per Trichophyton equinum (Fig. 2 a,b). Il test per l’ureasi risultò positivo dopo cinque giorni.

 

Un approfondimento dell’anamnesi rivelò che il paziente cavalcava spesso con i pantaloncini corti e senza sella.

Gli esami micologici eseguiti sul cavallo furono positivi per T. equinum. In base ai dati della letteratura, il paziente fu trattato con terbinafina in crema all’1% (una applicazione/die) e griseofulvina (10 mg/kg/die) per tre settimane, con risoluzione completa del quadro clinico e negativizzazione degli esami micologici in quattro settimane.

L’animale fu trattato con successo con enilconazolo in soluzione (1 applicazione/die ogni quattro giorni per quattro volte).

Il follow-up del paziente (dieci mesi) fu negativo.

Commento

T. equinum è stato descritto per la prima volta da Matruchot e Dassonville nel 1898 e da Gedoelst nel 1902. È molto simile a T. mentagrophytes (anche T. mentagrophytes interdigitale), T. quinckeanum e T. tonsurans. Presenta particolari necessità nutritive, come l’acido nicotinico: come riferito precedentemente, il paziente era in terapia con nicotinamide per la prevenzione delle cheratosi attiniche.

T. equinum è un dermatofila zoofilo (cavalli, bovini, cani, gatti, cammelli, visoni) che si può talvolta adattare alla cute umana. T. equinum può causare tinea faciei, tinea corporis, tinea capitis ectothrix e onicomicosi subungueale distale-laterale. Le professioni più a rischio sono gli allevatori, i fantini e i veterinari.

I famaci più frequentemente utilizzati sono la griseofulvina, il chetoconazolo, la terbinafina e, tra i topici, la ciclopirox, l’econazolo e il miconazolo.

Questo caso dimostra come alcune specie di dermatofiti abbiano sviluppato una grande capacità di adattamento a diversi ecosistemi e microambienti: T. equinum, da specie quasi esclusivamente zoofila, è diventato anche antropofilo. Lo stesso era accaduto, nel recente passato, tra gli altri, con Microsporum canis e Trichophyton mentagrophytes.

Bibliografia

  1. Veraldi S, Genovese G, Peano A. Tinea corporis caused by Trichophyton equinum in a rider and review of the literature. Infection 2018; 46: 135-7.
  2. Veraldi S, Guanziroli E, Schianchi R. Epidemic of tinea corporis due to trichophyton mentagrophytes of rabbit origin. Pediatr Dermatol 2012; 29: 392-3.
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