La cheratosi attinica (AK) è oggi considerata un carcinoma intraepiteliale ed un precursore del carcinoma squamocellulare (SCC) invasivo. Le AK possono insorgere come lesioni singole o più frequentemente come lesioni multiple su un’area di cute cronicamente fotoesposta, geneticamente alterata, nota come campo di cancerizzazione.

Le linee guida internazionali raccomandano l’utilizzo di terapie di campo come la terapia fotodinamica (PDT) per il trattamento di AK multiple e campo di cancerizzazione. La PDT convenzionale (c-PDT) è una terapia utilizzata per AK sottili, non ipercheratosiche che consente il trattamento di vaste aree del volto e cuoio capelluto con tassi di risposta elevati ed eccellente risultato estetico. Gli agenti fotosensibilizzanti utilizzati nella PDT sono precursori di porfirine fotoattive, 5-aminolevulinato (ALA) e metil-amminolevulinato (MAL) che ha una selettività molto più elevata per le cellule neoplastiche. Gli agenti fotosensibilizzanti hanno la capacità di penetrare nella cute e di accumularsi selettivamente nelle cellule alterate da trattare.  Quando l’area viene illuminata da una sorgente di luce di adeguata lunghezza d’onda, il fotosensibilizzante ALA o MAL viene attivato. Tale interazione tra luce e sostanza fototossica produce all’interno della cellula molecole di ossigeno reattivo, capaci di indurre necrosi e/o apoptosi cellulare.

Da un punto di vista pratico, nel corso della c-PDT viene applicata la crema fotosensibilizzante sull’area da trattare, previo curettage delle lesioni ipercheratosiche per favorire la penetrazione della crema nella cute. L’applicazione della crema viene effettuata direttamente sulla sede della lesione e nei 5-10 mm di cute circostante. Successivamente, viene applicato un bendaggio occlusivo per impedire il passaggio della luce che determinerebbe un’attivazione precoce e inefficace dell’agente fotosensibilizzante. Completata la medicazione, il paziente deve attendere circa 3 ore, trascorse le quali la medicazione verrà rimossa e l’area da trattare verrà quindi esposta ad una sorgente di luce rossa (37 J/cm2 per lampade LED a banda stretta con lunghezza d’onda di 630 nm) per circa 8-10 minuti. Al termine dell’illuminazione, verrà applicata una crema lenitiva e il paziente potrà tornare alle proprie attività.

Durante la seduta di c-PDT l’evento avverso più comune è l’insorgenza di una sensazione di bruciore accompagnata da una dolorabilità della zona irradiata. Nelle 24 ore successive al trattamento possono perdurare prurito, bruciore o dolore, e nei 2-5 giorni successivi al trattamento possono comparire fenomeni di desquamazione e formazione di croste. Tra gli effetti collaterali infrequenti ma possibili ci sono comparsa di discromie, di dermatite allergica da contatto o reazioni orticarioidi per ipersensibilità ai componenti della crema fotosensibilizzante. Visite prolungate, bruciore e dolore durante l’illuminazione e necessità di strumentazione sono i principali svantaggi della c-PDT.

La daylight PDT (DL-PDT) è stata recentemente introdotta come versione semplificata della c-PDT. La DL-PDT utilizza la luce solare al posto della lampada artificiale e non richiede l’applicazione in occlusione del fotosensibilizzante. Molti studi hanno dimostrato che la DL-PDT rappresenta una valida alternativa alla c-PDT per pazienti affetti da AK multiple, specialmente se localizzate in aree facilmente fotoesposte, essa si associa inoltre a migliore tollerabilità e a ridotti tempi di attesa durante le visite.

La PDT è controindicata in gravidanza o allattamento, nei pazienti allergici alle arachidi, portatori di porfiria e nei pazienti che hanno effettuato terapie con retinoidi nei due mesi precedenti.

Bibliografia

  1. Peris K, Fargnoli MC. Conventional treatment of actinic keratosis: an overview. Curr Probl Dermatol. 2015;46:108-14.
  2. Campione E, Ventura A, Diluvio L, Mazzeo M, Mazzilli S, Garofalo V, Di Prete M, Bianchi L. Current developments in pharmacotherapy for actinic keratosis. Expert Opin Pharmacother. 2018 Oct;19(15):1693-1704
  3. Neri L, Peris K, Longo C, Calvieri S, Frascione P, Parodi A, Eibenschuz L, Bottoni U, Pellacani G; Actinic Keratosis – TReatment Adherence Initiative (AK-TRAIN) study group. Physician-patient communication and patient-reported outcomes in the actinic keratosis treatment adherence initiative (AK-TRAIN): a multicenter, prospective, real-life study of treatment satisfaction, quality of life and adherence to topical field-directed therapy for the treatment of actinic keratosis in Italy. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2019 Jan;33(1):93-107.
  4. Dirschka T, Gupta G, Micali G, Stockfleth E, Basset-Séguin N, Del Marmol V, Dummer R, Jemec GBE, Malvehy J, Peris K, Puig S, Stratigos AJ, Zalaudek I, Pellacani G. Real-world approach to actinic keratosis management: practical treatment algorithm for office-based dermatology. J Dermatolog Treat. 2017 Aug;28(5):431-442.
  5. Fargnoli MC, Piccioni A, Neri L, Tambone S, Pellegrini C, Peris K. Conventional vs. daylight methyl aminolevulinate photodynamic therapy for actinic keratosis of the face and scalp: an intra-patient, prospective, comparison study in Italy. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2015 Oct;29(10):1926-32.
  6. Gutiérrez García-Rodrigo C, Pellegrini C, Piccioni A, Maini M, Fargnoli MC. Long-term efficacy data for daylight-PDT. G Ital Dermatol Venereol. 2018 Dec;153(6):800-805.
Mis favoritos