Una donna di 25 anni fu visitata a causa di un’alopecia del cuoio capelluto presente da circa due mesi. La paziente riferì di essere in buone condizioni generali di salute e di essere stata in terapia con albendazolo [400 mg/die per una settimana (due cicli)] per una larva migrans cutanea diffusa ai piedi e acquisita durante un viaggio in Thailandia. La paziente affermò che l’alopecia era comparsa durante il secondo ciclo con il farmaco.

L’esame obiettivo dermatologico mostrò una alopecia limitata al cuoio capelluto, senza lesioni eritematose, desquamative, crostose o cicatriziali.  Con il pull test tutti i capelli risultarono in fase telogen: non si osservarono capelli in fase anagen. Con il tricogramma il rapporto capelli telogen/anagen era 85% versus 15%.

L’esame obiettivo generale non evidenziò nulla di patologico.  Gli esami di laboratorio risultarono nella norma o negativi.  L’esame istopatologico mostrò peli terminali soprattutto in telogen e catagen; non si osservarono cellule infiammatorie: la diagnosi di alopecia areata fu quindi esclusa, data l’assenza di un infiltrato linfocitario perifollicolare (Figg. 1,2)

Infiltrato linfocitario perifollicolare
Infiltrato linfocitario perifollicolare

La paziente non fu trattata. Dopo tre mesi, l’alopecia era in remissione pressochè completa.

L’albendazolo è un farmaco benzoimidazolico attivo nei confronti di infezioni cutanee e sistemiche causate da elminti (echinoccosi, strongiloidiasi e ancilostomiasi, tra cui la larva migrans cutanea). Gli effetti collaterali dell’albendazolo sono molto rari, lievi e reversibili. In un gruppo di 78 pazienti con larva migrans cutanea, trattati con il farmaco al dosaggio di 400 mg/die per una settimana, un paziente riferì nausea e dolori addominali e un secondo paziente peggioramento del prurito; tuttavia, in entrambi i casi non fu necessario sospendere la terapia. Gli effetti collaterali e le alterazioni di laboratorio sono più frequenti con gli alti dosaggi quotidiani e per periodi di terapia prolungati, e comprendono febbre, aumento delle transaminasi, leucopenia, neutropenia e proteinuria. È stato pubblicato anche un caso di sindrome di Stevens-Johnson. Secondo i dati della letteratura, sia gli effetti collaterali sia le alterazioni di laboratorio regrediscono spontaneamente dopo la fine della cura. L’alopecia da albendazolo è molto rara: è stata descritta solo in pazienti con echinoccosi trattati con albendazolo ad alti dosaggi (≥800 mg/ die) e per lunghi periodi.

Bibliografia

Veraldi S, Francia C, La Vela V, Nazzaro G, Barbareschi M. Telogen effluvium after oral albendazole. Clin Exp Dermatol 2012; 37: 565-7.

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