La prima associazione fra psoriasi e artrite fu descritta da Alibert nel 1818.

Tuttavia fino alla metà del XX secolo la psoriasi artropatica veniva considerata una variante dell’Artrite Reumatoide. Soltanto nel 1964 venne descritta come entità distinta ed inclusa come tale fra le malattie reumatiche grazie al contributo di Verna Wright.

La psoriasi artropatica (PsA) è una spondiloartrite o entesoartrite usualmente sieronegativa per il fattore reumatoide il cui aspetto peculiare è costituito dalla presenza di psoriasi cutanea e/o ungueale.

La prevalenza della psoriasi artropatica è stimata fra lo 0,02 % e lo 0,25% e tuttavia colpisce dal 6% al 48% dei pazienti psoriasici.

Da un punto di vista clinico esistono cinque forme di artrite psoriasica:

  1. Artrite simmetrica: simile all’artrite reumatoide, si manifesta con sintomi spesso più̀ lievi e un più basso grado di deformità articolare. E’ caratterizzata da un interessamento bilaterale e simmetrico delle articolazioni.
  2. Artrite asimmetrica: può coinvolgere varie articolazioni, soprattutto ginocchio, caviglia, polso, ha una distribuzione asimmetrica; molto frequente è la presenza di dattilite, ovvero le dita delle mani e dei piedi possono assumere il caratteristico aspetto “a salsicciotto”.
  3. Artrite delle articolazioni interfalangee distali (DIP): Entra in diagnosi differenziale con l’artrosi, ma si distingue da quest’ultima per le alterazioni ungueali tipiche come “pitting” e onicolisi.
  4. Spondilite: è associata all’artrite psoriasica, e’ caratterizzata da dolore e rigidità, interessa la colonna vertebrale e il bacino. I pazienti possono inoltre presentare malattia periferica a carico delle articolazioni di mani, braccia, gambe e piedi.
  5. Artrite mutilante: è una forma grave, deformante ed erosiva di artrite psoriasica che interessa meno del 5% dei pazienti.

I principali siti d’infiammazione sono le piccole articolazioni di mani e piedi, sono frequenti anche sintomi a livello del rachide cervicale e della regione sacrale.

La diagnosi di artrite psoriasica si basa sull’approccio congiunto dermatologo – reumatologo.

In presenza di una psoriasi cutanea e/o ungueale sono indicativi della diagnosi di artrite psoriasica i seguenti punti:

  1. presenza di una sacroileite, specialmente se unilaterale;
  2. presenza di sindesmofiti, specialmente se non marginali e casualmente distribuiti lungo il rachide;
  3. presenza di “dito a salsicciotto”;
  4. distribuzione asimmetrica dell’artrite;
  5. assenza del fattore reumatoide nel siero e dei noduli reumatoidi sottocutanei;
  6. assenza di un’osteoporosi iuxtarticolare;
  7. presenza di lesioni discitiche lungo il rachide e/o di manifestazioni entesopatiche e/o di una artrite coinvolgente le articolazioni interfalangee distali.

Nell’ambito della diagnostica differenziale vanno escluse ovviamente patologie cutanee e articolari. In particolare il dermatologo dovrà escludere le infezioni fungine e la dermatite seborroica, il reumatologo, a parte le altre spondiloartriti, l’artrite reumatoide e la gotta.

La gravità della malattia può essere valutata tramite due indici uno riguardante la patologia cutanea: il PASI e l’altro la patologia articolare: l’ACR. Entrambi sono molto utili per valutare l’andamento della malattia e l’efficacia della terapia.

Il PASI (psoriasis area severity index) viene calcolato valutando da una parte l’estensione in superficie della malattia e dall’altra la gravità dei segni specifici della psoriasi nelle singole lesioni.

Per convenzione un valore del PASI > 20 distingue la forma di psoriasi severa; quella moderata è la psoriasi con PASI tra 10 e 20; la psoriasi lieve ha PASI <10.

L’ACR valuta invece il dolore articolare.

Le strategie terapeutiche nella psoriasi artropatica possono variare notevolmente a causa dell’eterogeneità e severità della malattia.

Le principali raccomandazioni terapeutiche sono stipulate dal gruppo GRAPPA (Group for Research and Assessment of Psoriasis and Psoriatic Arthrites).

Le opzioni terapeutiche sono volte a ridurre il dolore e l’infiammazione a carico delle articolazioni e a migliorare la condizione cutanea.

Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): alleviano rapidamente il dolore e la rigidità, non hanno effetti sulle manifestazioni cutanee della malattia.

DMARD (disease-modifying anti-rheumatic drugs): sono indicati per il trattamento dell’artrite psoriasica da moderata a grave o a carattere refrattario.

La terapia con DMARD può essere avviata nei casi di malattia attiva.

Biologici: a differenza delle terapie sistemiche convenzionali che esplicano un’azione più generalizzata sul sistema immunitario, gli agenti biologici sono diretti contro bersagli specifici del sistema immunitario associati alla malattia. Possono essere somministrati mediante iniezione sottocutanea o infusione endovenosa.

L’artrite psoriasica può avere un impatto significativo sulla qualità di vita.

Se non trattata, l’artrite psoriasica può essere invalidante e causare danni articolari irreversibili, pertanto è fondamentale una diagnosi accurata e precoce.

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