Un uomo marocchino di 34 anni, di religione musulmana, fu visitato a causa di una lesione localizzata alla mano sinistra. Secondo il paziente, che godeva di buona salute generale e non era in terapia con alcun farmaco sistemico, la lesione era comparsa alcuni giorni dopo il contatto con carne di agnello, che il paziente stesso aveva macellato in occasione della “festa del sacrificio”. Prima della nostra osservazione, il paziente non era stato trattato con alcun prodotto o farmaco.

All’esame obiettivo dermatologico si osservò un nodulo eritematoso, di forma rotondeggiante, di circa 2.5 cm di diametro, con una piccola ulcera centrale (Fig. 1). Il paziente riferiva dolore intensissimo.

All’esame obiettivo generale si rilevò una linfadenite ascellare molaterale.   Gli esami di laboratorio mostrarono un modesto aumento della velocità di eritro-sedimentazione. L’esame istopatologico confermò il sospetto clinico di orf  (Figg. 2 e 3).  Il paziente fu trattato con paracetamolo (1 g/die).

La festa del sacrificio è un’importantissima festa musulmana. A seconda delle aree geografiche, è chiamata Id al-kabir, Id al-nahr e Id al-qurban, sebbene il termine più utilizzato sia Id al-adha. In questa festa si ricorda Abramo  che, su richiesta di Dio, aveva accettato di sacrificare suo figlio Isacco. Tuttavia, poco prima dell’uccisione di Isacco, Dio, impietositosi, mandò un angelo che all’ultimo momento fermò Abramo. Da allora, i musulmani ricordano questa vicenda sacrificando un agnello o un capretto.

L’orf è un’infezione causata da un poxvirus che infetta la carne di agnello, capretto e montone. Il tempo di latenza è di 2-3 settimane. Sono generalmente colpite le dita delle mani di entrambi i sessi. Infatti, se da un lato solo i maschi possono sacrificare l’animale, dall’altro solo le femmine possono cucinarlo.

Le manifestazioni cliniche sono caratterizzate da pustole eritematose o da noduli ulcerati, più o meno infiammatori.

La terapia è sintomatica e basata su antidolorifici, in quanto l’infezione guarisce spontaneamente in 2-3 settimane.

Bibliografia
S Veraldi, G Nazzaro, F Vaira, E Çuka: Presentation of orf (ecthyma contagiosum) after sheep slaughtering for religious feasts. Infection 2014; 42: 767-769.
S Veraldi, L Esposito, P Pontini, F Vaira, G Nazzaro: Feast of sacrifice and orf: an emerging correlation in the metropolitan area of Milan, Italy. Emerg Infect Dis 2019 (in press).
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