L’incidenza mondiale di melanoma cutaneo è in netto aumento e ad un ritmo più rapido rispetto a qualsiasi altro cancro. Nel 2012, 232.000 nuovi casi di melanoma e 55.000 decessi sono stati registrati in tutto il mondo, classificandosi al 15 ° posto tra i tumori più comuni in tutto il mondo. La sua incidenza varia notevolmente tra i paesi e questa variabilità è legata principalmente al fenotipo, alla genetica e alle differenze di esposizione al sole. Il melanoma, diversamente da altri tumori solidi, colpisce soprattutto individui giovani e adulti. Nonostante il tasso di incidenza sia notevolmente aumentato, il tasso di mortalità è invece rimasto invariato suggerendo un aumento delle diagnosi precoci.

Il melanoma cutaneo si manifesta prevalentemente tra i 35 e i 50 anni di età. Solo l’1-3% dei casi si manifesta durante l’infanzia e l’adolescenza solitamente in pazienti con nevo congenito gigante o storia familiare di melanoma.

L’incidenza della variante lentigo maligna tende invece ad aumentare dopo i 50 anni. Il melanoma cutaneo colpisce prevalentemente la razza caucasica senza differenze statisticamente significative tra i due sessi.

La radiazione ultravioletta (UV) rappresenta il principale fattore di rischio ambientale. In particolare, l’esposizione al sole intensa e intermittente si associa ad un rischio più elevato rispetto ad un’esposizione cronica continua. Inoltre, una storia di ustioni solari durante l’infanzia o l’adolescenza si associa ad un rischio più elevato di sviluppare melanoma e individui con anamnesi di più di 5 episodi di grave ustione hanno un rischio aumentato di 2 volte di sviluppare melanoma. Anche l’esposizione UV-A mediante fonti artificiali si associa ad un aumentato rischio di sviluppare melanoma. Numerosi studi hanno dimostrato come i  pazienti sottoposti a fototerapia con radiazioni UV-A presentano  un aumentato rischio di sviluppare melanoma. Anche individui che hanno utilizzano lettini solari presentano un aumento del rischio, in particolare, molti studi hanno dimostrato un’associazione positiva tra il rischio di sviluppare melanoma e la quantità di utilizzo del lettino solare, soprattutto se in giovane età, sollevando così un importante problema di salute pubblica. La luce UV dei lettini solari è stata formalmente classificata come cancerogena per l’uomo.

Esistono inoltre fattori di rischio paziente specifici, come il numero di nevi congeniti e acquisiti, la suscettibilità genetica e una storia familiare di melanoma. Circa il 25% dei casi di melanoma si sviluppa su un nevo preesistente. Non solo il numero totale di nevi, ma anche le dimensioni e il tipo di nevi, sono individualmente associati ad un aumentato rischio di melanoma.

Per quanto riguarda la suscettibilità genetica, i polimorfismi del gene del recettore della melanocortina 1 (MC1R) sono responsabili dei diversi fototipi. Gli individui con determinate caratteristiche fenotipiche, come i capelli rossi, la carnagione chiara e gli occhi chiari hanno una scarsa pigmentazione, con una conseguente maggiore sensibilità all’esposizione ai raggi UV. La familiarità per melanoma rappresenta un altro importante fattore predisponente infatti, circa il 7-15% dei casi di melanoma si verificano in pazienti con una storia familiare. Negli ultimi anni sono state descritte sindromi genetiche particolarmente suscettibili allo sviluppo di melanomi come la sindrome melanoma-nevo multiplo atipico familiare (sindrome FAMMM) e la sua variante, la sindrome da melanoma-astrocitoma (MAS). Mutazioni germinali nell’inibitore della chinasi ciclina-dipendente 2A (CDKN2A o p16) e, mutazioni nella chinasi 4 ciclina dipendente (CDK4) sono le anomalie genetiche più frequentemente identificate in queste famiglie. Altre condizioni ereditarie associate ad un aumentato rischio di sviluppare melanoma sono lo xeroderma pigmentoso, il retinoblastoma familiare, la sindrome di Lynch di tipo II e sindrome di Li-Fraumeni.

Bibliografia
  1. AIOM 2018
  2. AJCC 8th Edition
Mis favoritos