La lentigo maligna (LM) è una variante di melanoma.

Si presenta comunemente come una macula di color marrone irregolare su cute fotodanneggiata. Si localizza preferenzialmente nelle regioni di testa e collo di individui anziani. Fu descritta per la prima volta da Hutchinson nel 1890. Per gran parte del 20esimo secolo fu ritenuta di natura benigna, solo alla fine degli anni ’70, grazie alla ricerca del gruppo di  Silvers e Ackerman, la  LM è stata considerata una lesione maligna. Oggi, la LM è definita melanoma in situ (MIS) che insorge su cute cronicamente fotodanneggiata. La LM è confinata all’epidermide, invece, quando la lesione diventa invasiva, viene definita lentigo maligna melanoma (LMM).

La radiazione ultravioletta (UVR), in particolare l’esposizione cronica ad UVR, rappresenta il principale fattore di rischio per lo sviluppo di LM / LMM. Al contrario, il melanoma nodulare (NM) e il melanoma a diffusione superficiale (SSM) si associano ad intensa esposizione UVR intermittente.

A conferma di ciò infatti LM / LMM insorgono generalmente sul viso, dove l’esposizione agli UVR è cronica, SSM e NM invece si sviluppano più comunemente sul tronco negli uomini e sulle gambe nelle donne. Infine, la LM colpisce generalmente pazienti più anziani rispetto a SSM e NM.

Raggi X e ormoni, in particolare estrogeni / progesterone, rappresentano altri fattori di rischio. Alcune condizioni genetiche, caratterizzate da un’aumentata sensibilita’ al sole, come l’albinismo oculocutaneo, lo xeroderma pigmentoso, la sindrome di Werner e la porfiria cutanea tarda, si associano ad un rischio aumentato di sviluppare LM/LMM.

LM / LMM è il terzo sottotipo più comune di melanoma (dopo SSM e NM), rappresenta il 4-15% di tutti i melanomi e il 10-26% dei melanomi nella regione testa-collo. L’età media alla diagnosi è 66-72 anni, rispetto a 45-57 anni per gli altri sottotipi di melanoma. Le donne sono più spesso colpite rispetto agli uomini (rapporto 1,7: 1) e sono leggermente più anziane al momento della diagnosi.

Il melanoma è caratterizzato da un elevato carico mutazionale, LM / LMM ha un tasso di mutazione ancor più elevato a causa dell’esposizione cronica UVR. L’UVR causa infatti un danno ossidativo e produce mutazioni di C> T e CC> TT, che a loro volta alterano i geni coinvolti nelle vie MAPK e PI3K, inclusi BRAF, NRAS e KIT. Le mutazioni secondarie in CCND1, CDKN2A e / o p53 determinano la trasformazione in tumore maligno. LM / LMM si associa più frequentemente a mutazioni nel gene KIT rispetto ad altri sottotipi di melanoma, in cui le mutazioni BRAF sono le più comuni.

Clinicamente LM si presenta come una macula di color marrone irregolare su cute cronicamente fotodanneggiata negli anziani. Il colore delle lesioni può variare dal marrone chiaro al nero, talvolta la stessa lesione può mostrare più colori, LM possono essere asimmetriche e dai  bordi mal definiti. Le lesioni sono solitamente asintomatiche, sebbene nelle fasi più avanzate possano produrre dolore, bruciore, prurito o sanguinamento. Fino all’86% delle LM si sviluppa in regione testa / collo, con predilezione per la guancia.

La diagnosi clinica può essere complessa in quanto  lesioni benigne come lentigo solari e cheratosi attiniche pigmentate possono mimare LM. Per tale motivo, la dermoscopia e la microscopia confocale sono spesso necessari a fini diagnostici.

L’escissione chirurgica rappresenta il trattamento di scelta. Nei casi in cui la chirurgia non fosse possibili per le condizioni del paziente e/o per le caratteristiche cliniche della lesione (dimensioni e/o localizzazione) l’utilizzo di imiquimod 5% rappresenta una valida alternativa, diversi studi hanno infatti dimostrato una clearance clinica e istologica tra il 37-78% con l’utilizzo di tale farmaco

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