HSV1 e HSV2 sono patogeni ubiquitari che determinano infezioni orali e genitali.

Gli hepes genitali rappresentano una delle più comuni infezioni sessualmente trasmesse nella popolazione generale.

Le lesioni erpetiche sono state descritte fin dall’antichità da Ippocrate e Galeno. Il termine herpes fu introdotto dalla scuola greca come ‘scivolare e strisciare’ in relazione alla distribuzione delle lesioni.

Gli herpes virus sono presenti in tutto il mondo. La loro interazione con l’ospite umano è composta da tre fasi: 1. Infezione primaria (primo contatto con l’ospite che non presenta anticorpi) può essere sintomatica o asintomatica. 2. Fase di latenza nei gangli nervosi 3. Riattivazione con recidiva delle lesioni.

Si stima che almeno 1/3 della popolazione mondiale abbia avuto manifestazioni erpetiche sintomatiche. Nei bambini sotto i 10 anni di età l’80-90% delle infezioni erpetiche sono dovute ad HSV1. Tra il 50-90% della popolazione tra i 20-40 anni presentano anticorpi anti HSV1.

La sieropositività per HSV2 è del 16% nella fascia di età compresa tra i 14-49 anni, ma l’80% dei pazienti risultati positivi non hanno manifestato sintomatologia clinica.

La trasmissione dell’HSV può avvenire anche durante il periodo di latenza dall’infezione. Il contagio da HSV1 può avvenire mediante contatto diretto con saliva contaminata e altre secrezioni infette, il contagio da HSV2 avviene principalmente per via sessuale. Il virus si replica a livello muco-cutaneo e viaggia in modo retrogrado fino ai gangli nervosi attraverso il flusso assonale dove diventa latente fino alla riattivazione. HSV può riattivarsi spontaneamente o in seguito ad eventi scatenanti come stress, radiazioni UV, febbre, danno locale tissutale o stati di immunodepressione. Tipicamente, la riattivazione determina la produzione di lesioni vescicolari a livello cutaneo. Nei pazienti immunodepressi una severa viremia può determinare il coinvolgimento degli organi interni.

Clinicamente, l’infezione ha un ampio spettro di manifestazioni cliniche e le infezioni asintomatiche non sono rare. Nell’infezione primaria i sintomi generalmente si presentano dopo 3-7 giorni dal contagio, possono essere preceduti da linfoadenopatia, malessere, febbre a cui segue lo sviluppo di lesioni mucocutanee che possono essere precedute da sensazione di dolore, bruciore e tensione della zona interessata. Le lesioni si presentano tipicamente come vescicole raggruppate su una base eritematosa che in seguito potranno diventare ombelicate, progredire a pustule, erosioni o ulcerazioni. La completa risoluzione dei sintomi avviene generalmente tra le 2-6 settimane. Sintomi prodromici similari possono svilupparsi durante le recidive ma sono generalmente di minor severità e durata inferiore. La maggioranza delle infezioni primitive orolabiali sono asintomatiche. Le infezioni primitive sintomatiche nei bambini si manifestano come gengivostomatiti o come faringiti o sindromi simil mononucleotiche nei giovani adulti. La bocca e le labbra sono le zone maggiormente coinvolte le lesioni compaiono infatti a livello della mucosa geniena o delle gengive. Le recidive coinvolgono più frequentemente la zona del vermiglio e il bordo delle labbra. Edema e ulcerazione dolorosa orofaringea può determinare disfagia e salivazione aumentata. Aree meno comunemente colpite sono la regione periorale, la mucosa nasale, il palato duro e le guance. Nei soggetti immunocompromessi, infezioni erpetiche ricorrenti possono coinvolgere la mucosa orale.

Infezioni genitali primarie e non primarie sono frequentemente asintomatiche ma possono anche manifestarsi come dolorose balaniti erosive, vulviti o vaginiti. Nelle donne possono interessare anche la cervice, il perineo e i glutei ed essere associate a linfoadenopatia inguinale e disuria. Nell’uomo le lesioni si presentano principalmente al glande o all’asta del pene più raramente ai glutei. Lesioni extragenitali come ritenzione urinaria e meningite asettica si presentano rispettivamente nel 20% e 10% delle donne affette. La presenza di un esteso coinvolgimento locoregionale o di linfadenopatia e febbre distingue l’infezione primaria dalle recidive. Le recidive genitali sono generalmente caratterizzate da una presenza di un numero inferiore di vescicole con una risoluzione più rapida (1 settimana) rispetto all’infezione primaria, l’intervallo di tempo tra le recidive è molto variabile.

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