L’eczema disidrosico (ED) è una comune dermatite eczematosa cronico-recidivante. La malattia è caratterizzata dalla presenza di vesciolo-bolle pruriginose. L’eczema disidrosico non è un’entità a se stante ma è spesso una manifestazione di altre patologie come la dermatite atopica o la dermatite allergica da contatto.

La formazione delle vescicole non è legata ad una disfunzione o ostruzione delle ghiandole sudoripare, come si potrebbe ipotizzare, la disfunzione/ostruzione delle ghiandole sudoripare è un fattore aggravante la patologia ma non determinante. L’esatta eziologia della patologia resta sconosciuta e la maggior parte delle forme sono idiopatiche. Fattori che possono predisporre allo sviluppo dell’ED sono la dermatite atopica, la dermatite da contatto allergica o irritativa, infezioni da dermatofiti, allergie a metalli come il nichel e il cobalto, iperidrosi, utilizzo prolungato di guanti protettivi, stress emozionale e fumo di sigaretta. Nonostante l’eziologia appaia correlata alla sudorazione, l’eczema disidrosico compare infatti spesso in individui affetti da iperidrosi, l’esame istologico non mostra una reazione eczematosa o altre anomalie delle ghiandole sudoripare. ED è una comune manifestazione clinica delle fasi tardive della dermatite atopica (AD). In questi pazienti la ED è generalmente lieve-moderata con decorso protratto e recidivante e si accompagna a scarsi segni e sintomi della AD. Meno comunemente l’ED è espressione di una dermatite da contatto allergica acuta o subacuta, in questi casi peggioramenti del quadro clinico sono dovuti all’esposizione alla sostanza irritante.

Flares di malattia possono scatenarsi dopo stress emozionali, dopo fotoesposizione e in zone con clima caldo umido.

Clinicamente, la ED si caratterizza per la presenza di vescicole simmetriche, ferme al tatto, profonde localizzate in regione palmo-plantare e nella superficie laterale delle dita. La dimensione delle vescicole può variare da una punta di spillo a svariati centimetri. Le lesioni di piccole dimensioni possono essere organizzate in cluster. Le vescicole possono, talvolta, essere severamente pruriginose e contenere un liquido chiaro che può sovrainfettarsi e diventare purulento. Le lesioni si risolvono lasciando come esito una spessa desquamazione. La disidrosi lamellare secca è una rara variante di ED caratterizzata dall’assenza di vescicole e presenza di squame bianche circondate da un sottile orletto anulare.

La severità della malattia è definita mediante il DASI score in cui viene attribuito un punteggio da 0-3 (0=assente, 3=severo) al 1. Numero di vescicole, 2. Eritema, 3. Desquamazione, 4. Prurito.

Istologicamente la malattia si presenta come una dermatite spongiotica con formazione di micro e macrovescicole nell’epidermide che non hanno associazione con le ghiandole sebacee.

La diagnosi differenziale è con la tinea di mani e piedi, con la scabbia e con la psoriasi pustolosa palmo-plantare. Patologie più rare che possono mimare la ED sono il pemfigoide disidrosiforme, il linfoma T cutaneo disidrosico, l’eritema multiforme, l’eruzione fissa da farmaci e nei bambini l’acropustolosi. Distinguere una dermatite artefatta dall’ED è spesso non facile per il clinico e una sovrapposizione delle due patologie è un reperto molto comune.

Le terapie più comunemente utilizzate per trattare questa patologia sono corticosteroidi topici o sistemici nei casi più severi. Gli inibitori topici della calcineurina possono essere considerati una valida alternativa. L’inoculazione di tossina botulinica di tipo A ha dimostrato di migliorare l’outcome della malattia e di ridurre le recidive cliniche. La PUVA terapia e gli UVB rappresentano altre valide strategie terapeutiche. Va inoltre sempre esclusa una dermatite allergica/irritativa e nel caso fosse la causa dell’ED l’agente irritante va identificato ed evitato.

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