La malattia venosa cronica si presenta con un ampio spettro di manifestazioni cliniche. Le manifestazioni variano da telengectasie non complicate ad ampie ulcerazioni croniche. I pazienti che presentano malattia venosa cronica spesso riferiscono gonfiore e dolore agli arti inferiori che, tipicamente, si acuisce col prolungato ortostatismo e migliora con il camminare e con l’utilizzo di calze elastiche appropriate che determinano una diminuzione della pressione venosa. Sintomi che spesso possono essere associati sono crampi muscolari, prurito e stanchezza agli arti inferiori. La classificazione CEAP serve a valutare la gravità della patologia e si basa sui segni clinici, l’eziologia, la localizzazione anatomica, la patofisiologia. L’ecocolordoppler, effettuato preferibilmente con il paziente in ortostatismo, valuta il reflusso valvolare e l’eventuale ostruzione del sistema venoso profondo, delle vene perforanti e del sistema venoso superficiale.

Ulcera Venosa

L’ulcera venosa è una lesione cutanea aperta della gamba o del piede che si verifica in un territorio interessato da ipertensione venosa. L’ulcera da stasi venosa viene definita come una lesione cutanea cronica che non tende alla guarigione spontanea, che non riepitelizza prima di 6 settimane e che recidiva con elevata frequenza.

Comunemente, le ulcere venose si presentano nell’area del malleolo mediale, il bordo della lesione è tipicamente irregolare, il letto dell’ulcera è coperto da un essudato fibrinoso giallastro. Se non trattata l’ulcera venosa tende a diventare di ampie dimensioni fino a circondare l’intera gamba in modo circonferenziale. I polsi arteriosi periferici (pedidio e tibiale posteriore) sono generalmente ben palpabili, nei rari in casi in cui non lo fossero si dovrebbe escludere una concomitante patologia arteriosa periferica. Segni clinici della patologia includono vene varicose di diverso grado di severità, petecchie localizzate dovute all’extravasazione dei globuli rossi e alla deposizione di emosiderina nei macrofagi. L’iperpigmentazione, l’edema , la dermatite da stasi associata a prurito, eritema, desquamazione sono reperti frequentemente osservabili in questi pazienti. Spesso, la dermatite da stasi, può essere aggravata da dermatite da contatto allergica per l’applicazione topica di trattamenti come la neomicina. Una placca sclerotica liscia, atrofica, biancastra spesso circondata da telangectasia punctata e/o discolorazione brunastra si osserva nel 40% dei pazienti affetti da insufficienza venosa cronica. Pazienti con lunga storia di ipertensione venosa e di insufficienza venosa possono sviluppare lipodermatosclerosi con caratteristico indurimento e fibrosi a livello del malleolo mediale. Seppur raramente, può essere coinvolto il terzo inferiore della gamba con un tipico aspetto a bottiglia di champagne invertita. Il grado di lipodermatosclerosi può essere correlato ad un ritardo nella guarigione della ferita. La lipodermatosclerosi cronica può essere preceduta da un’infiammazione acuta caratterizzata da calore, eritema, placche ferme e tese e dolenti, questa condizione clinica è spesso misdiagnosticata come cellulite o altre forme di panniculite.

A livello istologico la biopsia cutanea può mostrare fibrosi nel derma che circonda l’ulcerazione, la proliferazione capillare, e il deposito di emosiderina nei macrofagi, l’extravasazione dei globuli rossi può essere un reperto comune.

La diagnosi differenziale deve escludere l’insufficienza vascolare arteriosa, altre vasculopatie e carcinomi squamocellulari o infezioni da micobatteri atipici.

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