La Blastomicosi o malattia di Gilchrist è un’infezione micotica il cui agente eziologico è il Blastomyces dermatitidis.

La malattia è endemica nel nord America soprattutto in Mississipi, nell’Ohio, nel midwest settentrionale e nella regione dei grandi laghi. Raramente, l’infezione si verifica in Medio Oriente e in Africa. Nonostante possano essere colpite tutte le età ed entrambi i sessi, gli adulti di sesso maschile sembrano essere più colpiti dalla forma sistemica della patologia, i bambini sono invece più soggetti a sviluppare la forma polmonare acuta in assenza della forma cutanea. Pazienti immunocompetenti possono contrarre questa malattia. L’incidenza e la severità possono aumentare nei pazienti immunocompromessi, è un’infezione opportunistica più rara rispetto all’istoplasmosi o alla coccidioidomicosi. La terra è la principale fonte d’infezione il patogeno cresce come muffa a temperatura ambiente in terreni ricchi di escrementi animali e umidità, con materiale organico acido o in decomposizione, spesso presente presso le rive dei fiumi. La popolazione più a rischio è quella che svolge lavori all’esterno in zone endemiche.

I polmoni sono tipicamente il primo sito d’infezione, le spore dei microrganismi vengono infatti inalati primariamente in questa sede. La disseminazione ematogena può provocare il coinvolgimento di numerosi organi, inclusa la cute, la prostata, l’epididimo, i testicoli, i reni, le vertebre, le estremità delle ossa lunghe, il tessuto sottocutaneo, l’encefalo, la mucosa orale o nasale, la tiroide, i linfonodi e il midollo osseo. La forma cutanea secondaria si sviluppa molto frequentemente e rappresenta spesso il primo segno di malattia. Le manifestazioni cutanee possono essere non accompagnate dal coinvolgimento polmonare. Tuttavia la blastomicosi primitiva cutanea è rara ed è il risultato della penetrazione cutanea del microrganismo direttamente nella cute traumatizzata o abrasa.

Clinicamente, le manifestazioni cutanee più tipiche sono papulo-pustole e placche verrucose ben demarcate con croste e desquamazione. L’ulcerazione centrale è tipica delle forme più avanzate. Il numero delle lesioni è molto variabile, può essere presente una singola lesione o molteplici localizzate soprattutto sulla cute esposta. La guarigione inizia nella porzione centrale della lesione lasciando un esito cicatriziale atrofico, il coinvolgimento delle mucose è occasionale. L’infezione polmonare è subclinica nel 50% dei pazienti affetti. Seppur raramente, può coesistere coinvolgimento osseo con osteomielite ed estensione al muscolo, anche il coinvolgimento genitourinario è un raro reperto clinico.

Istologicamente, si osserva iperplasia pseudoepiteliomatosa, infiammazione granulomatosa e suppurativa, lieviti di forma rotonda con ampia gemmazione circondati da una spessa parete. La gemmazione è caratteristica e aiuta nella diagnosi differenziale con altre infezioni fungine. Colorazioni con argento metenamina e PAS consentono una miglior visualizzazione dei funghi.

La diagnosi si basa sulla clinica, sull’ RX del torace oppure entrambe, ed è confermata dall’identificazione del fungo. La diagnosi di blastomicosi deve escludere altre infezioni cutanee tra cui verruche volgari, follicoliti, nocardiosi, tubercolosi e cronoblastomicosi. Deve, inoltre, escludere dermatosi infiammatorie come il pioderma gangrenoso, sarcoidosi, e neoplasie come il carcinoma squamocellulare. L’anamnesi positiva per zone endemiche aiuta la diagnosi clinica. La terapia richiede il trattamento sistemico con amfotericina B nelle forme severe. Le forme lievi-moderate possono essere trattate con itraconazolo, chetoconazolo e fluconazolo. Occasionalmente, l’escissione chirurgica delle lesioni può essere considerata.

La blastomicosi non trattata è in genere lentamente progressiva e raramente risulta fatale.

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