L’acne cheloidea si caratterizza per la presenza di papulo-placche localizzate in regione occipitale dello scalpo e nella regione posteriore del collo. I pazienti sviluppano generalmente follicoliti croniche e perifollocoliti che si risolvono lasciando come esiti papule simil cheloidee. Nel tempo queste papule possono conglobarsi e formare un’ unica grande placca. Le lesioni sono spesso pruriginose, talvolta dolorose ed esteticamente deturpanti. Le lesioni trattate precocemente avranno un rischio inferiore di sviluppare esiti antiestetici.

L’acne cheloidea è stata descritta per la prima volta da Kaposi nel 1869 come una dermatite papulosa del cuoio capelluto, tre anni dopo nel 1872 Bazin la definì acne cheloidea.

L’acne cheloidea colpisce prevalentemente giovani uomini di razza afro-americana. Può colpire le donne seppur raramente ma con un rapporto maschi: femmine di 20:1. Lo sviluppo della malattia in epoca prepuberale o dopo i 50 anni è molto raro.

La causa della patologia resta ancora sconosciuta. 2/3 dei pazienti affetti soffrono anche di dermatite seborroica e 1/3 di pseudofollicolite della barba. Nessun fattore genetico è stato , ad oggi, individuato. La rasatura o un taglio molto corto dei capelli molto ricci può essere un fattore precipitante insieme allo sfregamento (colletto della camicia), ad una follicolite cronica e a processi autoimmuni.

Clinicamente, la patologia inizia con una follicolite dello scalpo e/o della regione posteriore del collo, successivamente si sviluppano papule follicolari, cupoliformi, ferme al tatto, di diametro compreso tra i 2-4mm, talvolta pruriginose. L’assenza di comedoni consente la diagnosi differenziale con l’acne vulgaris. Con il progredire della malattia le lesioni si allargano e diventano più compatte, possono congiungersi e formare delle placche simil cheloidee con una tipica distribuzione a banda all’attaccatura posteriore dei capelli. Le placche possono avere dimensioni di pochi cm ma anche superare i 10 cm. Quando è coinvolta un’area significativa, possono essere presenti chiazze di alopecia. Seppur raramente, possono essere presenti ascessi sottocutanei con tragitti fistolosi e cattivo odore.

L’infiammazione inizia nel terzo superiore del follicolo pilifero, l’infiltrato infiammatorio è ricco di neutrofili, linfociti o plasmacellule. Le ghiandole sebacee appaiono scarse o assenti in tutte le fasi della malattia. Nelle lesioni più avanzate, è presente la rottura del follicolo pilifero, il fusto del capello è nudo e circondato da infiammazione granulomatosa. Può essere presente fibrosi dermica, con fibre di collagene che simulano il tessuto cicatriziale. Talvolta, un singolo follicolo può presentare diversi stadi di infiammazione lungo la sua lunghezza. La porzione inferiore del follicolo, inclusa la matrice, è generalmente risparmiata fino alle fasi tardive della malattia.

La diagnosi differenziale è con la follicolite, con cicatrici ipertrofiche o cheloidee, con la pseudofollicolite della barba, con la follicolite decalvante e la cellulite dissecante.

La prevenzione è sempre consigliata con il mancato utilizzo di cappelli e altri indumenti occlusivi che possono determinare irritazione meccanica, e di rasoio per la depilazione della zona interessata. La terapia si avvale dell’utilizzo di tretinoina topica 2 volte/die in associazione a steroidi topici a media-alta potenza. L’utilizzo di terapia antibiotica topica e sistemica è utile per trattare la follicolite ma non agisce sui cheloidi. I cheloidi possono essere trattati con l’inoculazione di triamcinolone acetonide. Nei casi più severi e non responsivi l’escissione delle lesioni cheloidee può rappresentare un’alternativa, talvolta dopo l’escissione può essere applicato imiquimod per 6-8 settimane al fine di prevenire eventuali recidive. Anche il trattamento con laser CO2 seguito dall’inoculazione di triamcinolone può rappresentare una strategia terapeutica, in questi casi l’inoculazione di triamcinolone deve essere ripetuta 4 volte intervallate da 3 settimane di tempo. Vari studi hanno dimostrato l’utilità dell’isotretionina per via orale nelle forme infiammatorie recidivanti di acne cheloidea.

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